Gli Amanti del Sole

Your accomodation in Calabria

togadi Ilario Ammendolia - su ilGarantista 30giu2015

So bene quanto Mario Oliverio sia una persona perbene ed onesta. Sono assolutamente sicuro che lo sia altrettanto Wanda Ferro, già candidata del Pdl. Così come sono certo che la "politica" in Calabria abbia sempre contato poco rispetto ad un coagulo di forze che dall'interno e dall'interno della Regione hanno pesantemente condizionato la storia di questa nostra Terra. Forze più o meno occulte che, nel momento in cui è andato in crisi il governo Scopelliti, abbiamo visto impegnate a lavorare sodo, alacremente e bene affinché abortisse sul nascere qualsiasi sostanziale alternativa di governo alla Regione Calabria.

UIl grande imbroglio è stato evidente il giorno della falsa convocazione dell'assemblea regionale del Pd all'Excelsior di Reggio Calabria. In quella occasione è emersa con chiarezza, la lucida, programmata e calibrata vittoria dei "cartelli" sulla Politica. Altrettanto inquietante c'è sembrata allora - ed ancora di più ci appare oggi - la misteriosa divisione del centrodestra che, in occasione delle elezioni regionali, è apparso impegnato a giocare ed a perdere una partita truccata. La "destra" non s'è divisa sulla eredità dell'Idealismo, né sul liberalismo. La " sinistra " non si è compatta su un percorso ideale o su un progetto di governo!

 

Chi ha lavorato alla divisione ed alla sconfitta del centrodestra aveva una strategia precisa e oggettivamente convergente con chi muoveva le fila dietro la falsa ed abortita assemblea del Pd. Muovendosi da posizioni apparentemente opposte hanno programmato a freddo l'elezione di un consiglio regionale di livello men che mediocre, scisso dalla gente, privo di orizzonti culturali, politici ed ideali. Allora bisognava indignarsi e dare l'allarme, ma siamo stati in pochi a farlo.

Il giorno in cui scopriremo "Chi" storicamente tira le fila a "destra " ed "sinistra", quanto va emergendo nell'inchiesta "Erga Omnes" ci sembrerà un innocente gioco da ragazzi rispetto ad una guerra atomica. Quel giorno, si comprenderanno meglio le nostre perplessità rispetto alla gestione delle ricorrenti inchieste giudiziarie che in questi quaranta anni hanno costellato la vita di tutti i governi regionali. Si comprenderà perché siamo così testardamente garantisti!

Nel 1989 la prima giunta di sinistra è caduta in seguito all'arresto dell'assessore alla Forestazione. In mezzo c'era finanche un brutto omicidio. Il rumore mediatico fu enorme, ma l'oscuro ed impenetrabile mondo legato alla forestazione non fu lambito. L'assessore arrestato fu assolto. In tempi recenti l'inchiesta Poseidone avrebbe accertato "..corruzione, tangenti, ma anche riciclaggio... sulla gestione ambientale in Calabria, parte dei finanziamenti pubblici arrivati dalla Comunità europea... sarebbero finiti in qualche banca del Lussemburgo o in Svizzera ". Poi, stranamente, tutto svanisce. Stesso copione per "Why not" una inchiesta che è oscillata per lungo tempo tra verità e delirio.

In Calabria quasi niente avviene a caso. Tutto fa pensare che le inchieste, quantomeno in passato, siano state uno degli strumenti utilizzati per selezionare e tenere sotto scopa la classe politica. I padroni del vapore possono essere indulgenti, compiacenti persino protettivi rispetto a coloro che si abbuffano nei ristoranti con i soldi pubblici o che si fregano falsi rimborsi. Non saranno costoro a mettere in discussione la condizione coloniale - in tutti i sensi - della Calabria. Non sarà questo ceto "usa e getta" a bloccare gli interessi di coloro che comandano sulla Calabria. Che ci si abbuffi pure nei ristoranti ma che non si disturbi chi tiene nelle proprie grinfie il destino del popolo calabrese.

Comprendo bene l'indignazione popolare dinanzi ai fatti che emergono dall'inchiesta "erga omnes", ma noi non siamo portavoce di masse di fanatici che invocano la lapidazione con processi sommari, lasciando intatte le cause degli scandali. Noi abbiamo l'ambizione di scavare oltre le apparenze senza contribuire ad accendere fuochi di paglia destinati a durare solo qualche minuto.

Come calabrese mi mortifica il fatto che Marco Travaglio nella sua filippica giustizialista da novello Savonarola, abbia definito il presidente della Regione Calabria un "vecchio arnese" funzionale alla corruzione. So bene che non è così! Non ci meritiamo questo!

Ma Mario Oliverio non vada da Cantone per risolvere i problemi della Calabria. Non serve ed è mortificante che lo abbia fatto. La partita si gioca in Calabria ed è tutta politica. Esca dall'angolo e riscopra la tempra del lottatore mettendo in discussione le regole truccate di questo lungo gioco. Esca dalla palude, sfidi i poteri consolidati e le forze che si muovono nell'ombra e butti sul piatto il peso di chi in questa regione non ha mai contato un cazzo: il popolo calabrese. Recuperi entusiasmo, lucidità e tensione e contagi i calabresi in un clima di riscossa. Probabilmente perderà, ma almeno cadrà in piedi!

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