tonino scalzoPino Gentile e Francesco D'Agostino i vice. Graziano e Neri i questori.

E' partita ufficialmente la nuova legislatura regionale targata Mario Oliverio. Il Nuovo Centro Destra convoglia i propri voti sul candidato PD indicato da Roma e ottiene la vice-presidenza di minoranza con Gentile.

Antonio Scalzo, del Pd, è il nuovo presidente del Consiglio regionale della Calabria che si è insediato oggi dando inizio alla decima legislatura. Scalzo è stato eletto alla prima votazione con 22 voti sui 21 richiesti. I lavori sono stati presieduti dal consigliere anziano Giuseppe Gentile (Ncd). La nuova assemblea, composta per la prima volta da 30 componenti, è stata eletta nelle votazioni del 23 novembre scorso. La maggioranza di centrosinistra è composta da 20 consiglieri.

Alla votazione per l'elezione del nuovo presidente del Consiglio regionale hanno partecipato 24 consiglieri, 19 appartenenti al centrosinistra più il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio e tre eletti di Ncd. Inoltre era presente anche il consigliere Francesco Cannizzaro, della Cdl, che ha svolto le funzioni di segretario del seggio. La minoranza Fi e i restanti due consiglieri della Cdl sono usciti fuori dall'aula e non hanno partecipato al voto.

Il gruppo di Ncd alla Regione Calabria ha votato per il presidente del Consiglio regionale della Calabria Antonio Scalzo, del Pd. "Il Nuovo Centrodestra - ha detto Giuseppe Gentile, che è stato eletto vice presidente per la minoranza - è stato determinante per assicurare sin dalla prima chiamata l'elezione del nuovo presidente del Consiglio. La presenza del nostro gruppo ha consentito di eleggere subito l'Ufficio di Presidenza, senza perdere tempo. Ho ricordato nel mio intervento come sia necessario costruire ponti di convergenza sui grandi temi della nostra regione, separando le istituzioni dal Governo, ma convergendo in favore dei calabresi. La legislatura che si apre dovrà essere produttiva. I nostri corregionali hanno bisogno di certezze". Oltre a Gentile, consigliere uscente ed ex assessore ai Lavori pubblici nella passata Giunta di centrodestra, è stato eletto vice presidente Francesco D'Agostino, del Pd. Al voto hanno partecipato tutti e 31 gli aventi diritto. D'Agostino ha riportato 14 voti e Gentile otto. Quattro preferenze sono andate a Domenico Tallini, e tre a Ennio Morrone, entrambi di Forza Italia. Due le schede bianche.

Neri e Graziano sono i segretari questori. Il Consiglio regionale ha completato l'elezione dell'Ufficio di Presidenza eleggendo i segretari questori. Si tratta di Giuseppe Neri, dei Democratici progressisti, per la maggioranza, e Giuseppe Graziano (Cdl) per la minoranza. Hanno votato tutti e 31 consiglieri presenti. Graziano ha riportato 18 voti mentre Giuseppe Neri ne ha ottenuti 12; una scheda bianca.

Presidente Oliverio: Consiglio avrà ruolo centrale. "Il Consiglio regionale avrà un ruolo centrale nella nostra azione affinché torni ad essere il luogo per discutere il merito delle scelte di governo". Lo ha detto il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, intervenendo nel corso della seduta d'insediamento del Consiglio regionale dopo l'elezione del presidente e dell'Ufficio di presidenza dell'Assemblea elettiva. "La situazione della Calabria - ha aggiunto Oliverio - merita una azione decisa, determinata e forte, ma richiede anche sobrietà e rigore, sia nella funzione di governo che in quella di rappresentanza. Serve anche coerenza di comportamento e di azione anche da parte delle Istituzioni, a partire dalle funzioni apicali e dirigenziali". Oliverio ha annunciato che in una prossima seduta del Consiglio, che avrà luogo a breve, illustrerà le linee programmatiche "che saranno al centro - ha detto - della nostra azione di governo, nella quale dovrà trovare concretezza il programma che abbiamo sottoposto ai nostri elettori".

Scalzo: nel segno del rinnovamento. "E' con grande gioia e con immensa emozione che assumo questo prestigioso incarico. Voglio anzitutto rivolgere il mio pensiero e il mio saluto a tutti i cittadini calabresi, in particolare a coloro che sono messi a dura prova da una crisi economica senza precedenti". E' il passaggio iniziale del discorso del neo presidente del Consiglio regionale, Antonio Scalzo. "Ringrazio voi, carissimi colleghi - ha aggiunto Scalzo - per avermi concesso l'onore di presiedere questa Assemblea. Un ringraziamento particolare al presidente Mario Oliverio, che ha creduto in me, mi ha sostenuto e mi ha dato modo di apprezzare le sue straordinarie qualità politiche e, soprattutto, umane. Intendo, fin da subito, evidenziare che lo svolgimento dell'attività istituzionale si dispiegherà in sinergia col progetto di rinnovamento della Calabria che ha in Mario Oliverio il suo principale interprete. Ringrazio il mio partito, il Pd, e la coalizione di centrosinistra di cui sono espressione. Lasciatemi esprimere anche un saluto ed un ringraziamento particolare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per il suo impegno a tutela delle Istituzioni e del bene prezioso dell'Unità del Paese. Un ringraziamento al premier Matteo Renzi per l'attenzione che ha già manifestato alla Calabria definita 'la madre di tutte le battaglie' non solo per il riscatto del Mezzogiorno ma per l'intero Paese". "All'orgoglio che provo nell'assumere questo nuovo ed importante impegno - ha detto ancora Scalzo - fa da contraltare la consapevolezza dell'enorme responsabilità che il mio e il nostro ruolo ci imporrà nel corso della decima legislatura. Oggi la Calabria è la regione più povera del Paese. Ha una disoccupazione giovanile, il 65 per cento, che è uno scandalo sociale; vi è una povertà galoppante che coinvolge non più soltanto i ceti sociali meno abbienti; registriamo una pesante crisi del sistema produttivo non più in grado di assicurare i livelli occupazionali esistenti; la stretta creditizia operata dal sistema bancario deprime investimenti e idee imprenditoriali; la caduta degli investimenti pubblici agisce ferocemente su economie come la nostra; i comuni presentano difficoltà enormi nel fronteggiare i bisogni basilari; ci sono una presenza sempre più pervasiva della mafia nelle attività economiche e il condizionamento sulle istituzioni democratiche. La politica in generale, ed a maggior ragione quella calabrese, sono chiamate ad un duro banco di prova ed a rendere conto del proprio operato con risposte rapide, concrete e durature". "Per quanto riguarda la nostra regione - ha sostenuto ancora il presidente Scalzo - occorre il coraggio dell'innovazione, attraverso un 'Patto per la crescita' che aiuti le piccole imprese in sinergia con le Università, una netta discontinuità politica ed amministrativa col passato. Il nostro compito, a cominciare da quest'Aula di democrazia, risulta, com'è evidente, particolarmente gravoso. Se non riusciremo a rimettere in sesto la Regione, anzitutto ottimizzando la spesa pubblica, partendo dall'utilizzazione dei fondi comunitari su cui già il presidente Oliverio è all'opera, rischiamo di essere gli ultimi esponenti di un'Istituzione alla deriva. Per me, avviare i lavori della prima seduta della decima Legislatura, è un grande privilegio che spero di meritarmi attraverso un impegno quotidiano che, assicuro fin d'ora, sarà assiduo, puntuale, scrupoloso. E' mia intenzione fare del Consiglio regionale, assieme a tutti voi, una sede aperta ai calabresi: trasparente, produttiva, efficiente, attraverso il lavoro delle Commissioni; la valorizzazione dei tradizionali strumenti di impulso e controllo democratico come le interrogazioni, le interpellanze, le mozioni; l'iniziativa legislativa, sganciata da influenze settoriali che hanno pesato negativamente sulla qualità delle leggi. Tutto ciò ci aiuterà a dare un'altra immagine dell'Assemblea legislativa e a riguadagnare la fiducia dei cittadini. Il Consiglio regionale deve essere un luogo privo di opacità, dove ciò che accade è reso conoscibile all'opinione pubblica". "L'avvio di una fase di riforma dello Statuto e della stessa legge elettorale, come annunciato dal presidente Oliverio, proprio per garantire la democraticità di normative così delicate - ha proseguito Scalzo - va nella stessa direzione. Insomma un Consiglio in grado di colloquiare con le forze sociali, con le organizzazioni professionali e con i comuni, avamposti fondamentali della democrazia. Un'assemblea che inizi ad occuparsi del Mediterraneo, che fornisca un apporto allo stesso Esecutivo regionale, magari attraverso l'istituzione di uno specifico Osservatorio sul Mediterraneo. Queste indicate, sono alcune delle linee di lavoro che costituiscono l'impegno che intendo svolgere. Un impegno che sapremo portare avanti insieme a tutte le forze politiche, al mondo associazionistico, al volontariato, alla Chiesa calabrese ed alle istanze più rappresentative, sociali, economiche e culturali della nostra terra, insieme alla Calabria ed ai calabresi onesti. I calabresi alla politica - ha concluso Scalzo - oggi chiedono sobrietà e rigore nei comportamenti e nell'azione quotidiana. Ma sobrietà e rigore sono richiesti non solo in termini di spending review. Un intervento che pure è fondamentale. Occorre che la politica e le classi dirigenti calabresi avvertano l'urgenza di fare bene le cose che fanno, puntando a ricucire il filo spezzato della memoria, recuperando la nostra storia e valorizzando le nostre tradizioni, perché se non si capisce da dove veniamo difficilmente sapremo dove intendiamo andare". "In tal senso - ha concluso Scalzo - ritengo formidabile la lezione del Papa che 'viene dalla fine del mondo'. La sua esortazione a recuperare concetti come umanità e solidarietà, nel nostro vissuto quotidiano, e ad allontanandoci dalla 'patologie del potere' e 'dall'impietrimento mentale e spirituale', può senz'altro aiutarci".

Vicepresidente Gentile: Ridare prestigio a istituzione. "L'augurio è che questo quinquennio porti progresso e benessere alla nostra Calabria e sappia cogliere i bisogni inespressi di una popolazione sfiduciata e impoverita da una crisi economica che non ha avuto eguali nemmeno nella drammatica storia del novecento". Lo ha detto il consigliere anziano Giuseppe Gentile, successivamente eletto vicepresidente in rappresentanza della minoranza, aprendo i lavori della prima seduta della decima legislatura. Gentile si è rivolto, nel suo intervento, "alla stragrande maggioranza dei calabresi che non hanno votato alle ultime elezioni regionali, inviando un messaggio chiaro e netto di sfiducia verso le istituzioni che va ascoltato e compreso, ma non cavalcato sull'onda dell'antipolitica. Per ognuno di noi - ha aggiunto - che è stato scelto dal popolo calabrese, quel dato è sconfortante e ci incita ad essere attori di una stagione che sia caratterizzata dall'impegno costante e credibile e che avvicini l'opinione pubblica alla politica. Per questo, non dobbiamo mancare di rispetto all'Istituzione, poiché essa è il frutto di democrazia popolare. Dobbiamo amarla e rispettarla, ridandole prestigio e se la Giunta regionale è legittimata dal consenso e la norma assegna prevalentemente al presidente il compito di governare, sarebbe sbagliato, però, pensar che tutto questo porti ad un'autoreferenzialità, come è accaduto nel passato recente e meno recente". Per Gentile, "le azioni di governo vanno indirizzate ad un benessere che è patrimonio universale. La pubblica amministrazione, specie nel Sud, gode di pessima fama e non sempre a torto. La sua impalcatura nel regionalismo è ancora quella di un elefante al cui interno si muovono troppe discrezionalità. E' fondamentale che si possa dare senso compiuto alle necessità di giovani, e meno giovani, che ambiscono a concorsi, selezioni, trasparenti e meritocratiche. Non si tratta di mettere in gioco scontri tra legislatori e dirigenti, ma di condividere le responsabilità e attuare fino in fondo le riforme, facilitando anche un ricambio generazionale nelle strutture. La politica si è autoridotta i compensi e la stessa cosa andrà fatta con i dirigenti, utilizzando le risorse risparmiate per aiutare i più deboli.E' altrettanto fondamentale che si avviino riforme che non vadano in contrasto con la legge dello Stato e si concertino azioni che possano contemporaneamente tutelare le funzioni di ognuno, senza buttare a mare il regionalismo". Riguardo Giunta e Consiglio, Gentile ha richiamato "una proficua collaborazione, nell'ambito delle specificità assegnate loro dalla legge, così come la necessità che la nostra sanità torni a regime, godendo di quei diritti che altre Regioni hanno potuto godere. La Calabria ha gli stessi diritti e gli stessi doveri di tutte le altre Regioni italiane e per questo dovremo lottare, tutti insieme, per sanare una ferita aperta. Si tratta di compiti, di onori e oneri che vanno alla maggioranza, ma di cui la minoranza non può essere estranea specie in un'Assemblea ridotta a trenta componenti. La lontananza netta e decisa dalla criminalità è un percorso che deve tenerci tutti uniti, realizzando nel contempo iniziative di sviluppo dei territori". A conclusione del suo intervento, Giuseppe Gentile ha salutato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, "che tra pochi giorni lascer&agragrave; volontariamente il Quirinale e a cui siamo tutti grati per la grande figura di statista denotata anche in questo gravoso impegno" e Flora Sculco, unica rappresentante del mondo femminile, dicendosi "dispiaciuto per l'esigua presenza di un mondo vitale, che è all'avanguardia nei processi migliori che si compiono all'interno della Calabria". Nella speranza, ha detto ancora Gentile, "che la Giunta possa valorizzare le attese della regione intera in merito all'Expo 2015, occasione di rilancio preziosa per tutto il territorio nazionale". Gentile, infine, ha richiamato la storia culturale di una terra come la Calabria che ha dato prestigio e lustro al pensiero occidentale. "E' una storia scolpita in questo Palazzo - ha concluso - che porta il nome di Tommaso Campanella, uno dei più grandi filosofi della storia calabrese".

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