Stefano Luciano, a capo della coalizione "Nuove Prospettive" e Rocco Ruffa capolista della lista politica "Avanti Vibo" tornano ad occuparsi di Radio Radicale che tra meno di un mese rischia di chiudere i battenti.
Nel comunicato congiunto Luciano e Ruffa spiegano cosa è in gioco: "Se il governo guidato dalla Lega Nord e dal Movimento 5 Stelle non tornerà sui suoi passi, dopo aver di fatto decretato unilateralmente la morte della convenzione che di anno in anno è sempre stata rinnovata -sia che ci fosse un governo di centro-destra, sia che ci fosse un governo di centro-sinistra- ... dicevo: Se il governo più illiberale di sempre non troverà una rapida soluzione il Servizio Pubblico che Radio Radicale fornisce cesserà e il diritto (umano e civile) dei cittadini italiani di conoscere cosa avviene "dentro il Palazzo" sarà definitivamente compromesso".
"Da sempre - scrive il candidato alla carica di sindaco di Vibo Valentia - Radio Radicale rappresenta l'idea che abbiamo noi di Servizio Pubblico: accesso gratuito alle banche dati, trasmissione delle informazioni e delle notizie senza intermediazioni, senza veline e/o alterazioni di alcun tipo, pluralità della offerta dando voce non solo a tutte le forze politiche ma anche ai semplici cittadini che posso intervenire e dire la loro settimanalmente".
Prosegue il candidato alla carica di consigliere comunale: "Radio Radicale rappresenta un organo di informazione autorevole e competente: non solo dirette dal Parlamento e dalle varie commissioni di Camera e Senato, ma anche sedute dell'organo di autogoverno della Magistratura, trasmissione integrale dei processi di maggiore rilevanza nazionale, convegni e congressi dei partiti, una miriade di rubriche di approfondimento che spaziano dall'ecologia, alla politica estera". Il comunicato contiene un appello: "Chiediamo a tutte le cittadine e i cittadini di buona volontà di contribuire per come nelle loro possibilità, a far sì che Radio Radicale non chiuda; esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti di Maurizio Bolognetti -membro della Presidenza del Partito Radicale che per queste stesse ragioni tenta un dialogo con le istituzioni portando avanti uno sciopero della fame da oltre 60 giorni!"Conclude Ruffa: "anche io farò per 48 ore uno sciopero della fame in sostegno alla battaglia nonviolenta di tanti radicali che tremano all'idea che il microfono di Radio Radicale venga spento per sempre".

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