Bulli e tirapiedi

Categoria: Politica
Data pubblicazione
Scritto da redazione Visite: 182

Come previsto, sotto la pressione della Cina la contesa mondiale si fa più aspra e accidentanta, per questo il Vaticano e Pechino giocano la carta di un accordo che segnerà la storia. Roma vede riconosciuto il suo rapporto con la comunità cattolica cinese, la Cina trova una sponda proprio quando la sua ascesa a potenza globale si fa più controversa.

Infatti Washington insiste nella sfida sui dazi commerciali, senza che s’intraveda una ripresa delle trattative. Lungo la Via della Seta i capitali cinesi conquistano influenza, in Asia, in Africa e alla periferia europea, ma anche suscitano reazioni, incoraggiate dagli Stati Uniti, dall’India e dal Giappone. La Russia ha condotto in Siberia le maggiori manovre militari da decenni, per la prima volta con la partecipazione di forze cinesi. Non è un’alleanza; Mosca continua a temere Pechino però missili, blindati, aerei e navi in movimento sono un atto politico che è un segno dei tempi, che entrambi indirizzano contro l’unilateralismo americano. Intanto l’Europa discute della sua autonomia strategica, ma è in ritardo sui tempi sincopati della contesa, mentre gli USA si allontanano e la Cina si avvicina. Parigi e Berlino non si sa quanto saranno in grado di rianimare la loro controffensiva europea; Londra è prosciugata dalla faida interna sul Brexit.

Un mondo complicato, dove sono in gioco forze colossali. Pretendere di affrontarlo con la sciaboletta del sovranismo nazionale è insensato, infatti è facile che al dunque quelle correnti divengano una variante dell’europeismo imperialista, falange vociante alle frontiere dell’Europa che protegge. Nel frattempo, poiché rende al botteghino elettorale, prosegue lo spettacolo xenofobo e razzista del governo. Nella Lega fanno i bulli, mettendo in scena inutili angherie contro gli immigrati quando una borghesia seria avrebbe bisogno di politiche di integrazione. I Cinque Stelle patiscono la concorrenza nei sondaggi, perciò dall’uno vale uno, sono passati a fare i tirapiedi delle politiche razziste, sino a ventilare la segregazione degli immigrati dal loro fantomatico reddito di cittadinanza.

Più che mai, la lotta per l’unità di classe è all'ordine del giorno.

 (da Lotta Comunista n. 577 - settembre 2018)

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