Difendiamo la soldatessa Rosa Capuozzo

Categoria: Politica
Data pubblicazione
Scritto da Sabatino Savaglio Visite: 967

rosa capuozzoGrillo ne chiede le dimissioni. Saviano anche. I carabinieri le perquisiscono la casa sebbene non sia indagata.

Siamo per l'applicazione delle garanzie, fino a prova contraria, anche per Rosa Capuozzo, il sindaco 5 Stelle di Quarto (Napoli).

L'orda mediatica giustizialista non ci piace neanche quando è applicata nei confronti (e all'interno) dei grillini, che insieme al fogliaccio quotidiano di Travaglio ne sono tra i principali beneficiari.

La storia è nota: un consigliere grillino del comune campano è indagato per storie legate alla camorra e per il presunto sostegno elettorale che avrebbe ricevuto dalla stessa organizzazione criminale.

 

 «Devo essere chiarissima: non c'è nessuna intenzione di dimettermi. - ha affermato il sindaco, nei giorni scorsi, in un video - Ho il sostegno di tutto il Movimento, di tutti i cittadini di Quarto e le dimissioni non le ho prese in considerazione perché non ci sono i motivi». E ancora: «Mi fa piacere che Imposimato, che conosceva da vicino la realtà di Quarto, si sia avvicinato e ci abbia sostenuto in questi giorni», facendo riferimento alle dichiarazioni di Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione, e sostiene che, invece, le dichiarazioni di Saviano sono state fuorviate dalle descrizioni dei fatti pubblicate dai media.

«Non mi sono rimangiato nulla: le pressioni del consigliere De Robbio sono state di natura prettamente politica e per questo non potevo certo denunciarlo perché avrei rischiato la denuncia per calunnia da parte sua», aggiunge il sindaco riferendosi al consigliere comunale Giovanni De Robbio, espulso dal M5s e indagato dalla Procura di Napoli nell'inchiesta su presunte infiltrazioni camorristiche al Comune di Quarto.

«Le intimidazioni - aggiunge Capuozzo - ci sono state e si riferiscono a un solo episodio che si è svolto una sera, in una delle riunioni più forti che abbiamo avuto come Movimento. Si riferiva alle divergenze su come scegliere gli assessori - ricostruisce Capuozzo - Secondo il consigliere, gli assessori dovevano essere scelti in condivisione con lui, fondamentalmente. Io sono stata decisa e intransigente fino al punto che lui si è alzato dalla sedia, come quasi a intimidirmi, ed è stato fermato da un altro consigliere. In quel momento, io ho detto: »Lo facevi alzare, lo facevi avvicinare, mi dava due schiaffi e io avevo un motivo valido per denunciarlo».

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