Gli Amanti del Sole

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maria elena boschidi Gianluigi Da Rold - ilsussidiario.net

La "frittata" è stata fatta e sembra pronta per essere servita a tavola. Con la sua consueta "abilità diplomatica", l'ex pm di Tangentopoli, Piercamillo Davigo, appena nominato presidente dell'Associazione nazionale magistrati, è riuscito, con la sua intervista di venerdì al Corriere della Sera, a mettere a soqquadro i palazzi della politica e della stessa magistratura. Più che un'intervista sembrava una "dichiarazione di guerra", ma forse è la nostra lettura faziosa che ci spinge a ragionare in questo modo.

Tuttavia sono molti gli analisti rimasti a bocca aperta per le frasi di Davigo, pensando che con la crisi perdurante, la zoppicante (eufemismo) politica europea a trazione tedesca e le contrapposizioni, con punte di furore folkloristico, nel Parlamento italiano, si poteva evitare una contrapposizione così dura, ormai endemica da 25 anni, tra politica e magistratura. "Rubano più adesso e non si pentono", ha sentenziato Davigo.

Ma forse non tutto capita a caso.

Venerdì 15/4 ore 18 presso la sala della giunta provinciale di Catanzaro (piazza Luigi Rossi, 1) si parlerà di trivelle, di referendum, di Stato di Diritto e di diritto umano alla Conoscenza che continua ad esser negato ai cittadini.  Interverranno Maurizio Bolognetti autore del libro inchiesta sulla Lucania Saudita nonché segretario di Radicali Lucani e Valter Vecellio, giornalista direttore di Notizie Radicali nonché presidente dell'Associazione "Congresso Mondiale per la libertà della e nella cultura" che condurrà la presentazione e modererà il dibattito, in vista del voto referendario del prossimo 17 aprile.

couple Ieri sono scesi in piazza "loro", quelli di Svegliati Italia. Organizzati dalle associazioni Lgbt e Arcigay hanno manifestato a migliaia in quaranta città a favore delle unioni civili.

Da quando un giornale online, all'indomani della piazza del 20 giugno scorso, mi chiese di scrivere un articolo "anche critico" alla manifestazione che li vedeva tra gli organizzatori, sono in molti a chiedermi cosa ne penso delle piazze di ieri. E io rispondo che sono contrario allo stesso modo. Non mi interessa sapere quanti sono stati. Il dolore e la fatica di vivere, le loro richieste di diritti, non hanno un peso a seconda di quante teste ci sono sotto gli striscioni, di quanti figli (con uteri specifici) vengono issati sulle spalle e usati come vessilli perché bisogna sventare il complotto dei cattivi. Se è dolore è dolore, se è vita è vita. Così come se è amore è amore.

montecitorioDopo mesi di discussioni, l'approdo in parlamento delle unioni civili, con il ddl Cirinnà, ha mobilitato due piazze: l'una a reclamare il riconoscimento di nuovi diritti e l'altra che reclamerà, sabato prossimo, la difesa dei diritti tradizionali. Due piazze, cui, considerati alcuni toni agitati, non stonerebbe un po' più di riflessività. Che poi vuol dire, pur nella difesa sincera delle proprie convinzioni, non banalizzare le ragioni e le preoccupazioni che a quelle convinzioni vengono opposte, le ragioni "degli altri". 

In questo senso, fa bene Julián Carrón, nel suo commento di ieri sul Corriere della Sera a ricordare — a chi i nuovi diritti avversa, considerandoli un attentato ai valori fondanti la civiltà occidentale — il diritto all'espressione di questi nuovi diritti, e alla loro ricerca di tutela positiva nell'ordinamento giuridico; a ricordare che ciascuno di questi nuovi diritti «pesca in ultima istanza in esigenze profondamente umane: il bisogno di amare ed essere amati, il desiderio di essere padri e madri, la paura di soffrire e di morire, la ricerca della propria identità». Esigenze non comprimibili, cui non si può opporre grettezza di "comprensione", cioè di cuore e di mente.

divorzio pannellaL'ipotesi di referendum abrogativo su parti della Legge Cirinnà, ormai prossima all'approvazione, sarebbe, dopo oltre quaranta anni,  un altro errore per quel che resta della presenza (che ama definirsi) cattolica in politica come quello del referendum sul divorzio nel 1974.

L'ipotesi è stata sollecitata oggi dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano. "Un referendum abrogativo nel caso passasse la legge Cirinnà? L'ho messo in conto", ha detto il leader di Ap in Senato in un'intervista al Tg Zero di Radio Capital.  "Penso che a fronte di una così difficile decisione parlamentare, se davvero la legge fosse percepita come un punto di eccesso, in una direzione o nell'altra, potrebbe essere una scelta razionale affidarsi al popolo. Ma è un fatto di domani: per l'oggi c'è una partita parlamentare che può condurre a una direzione di buon senso, che non prevede l'equiparazione al matrimonio e l'apertura alle adozioni".

julian carronPubblichiamo qui di seguito la lettera che don Julián Carrón ha scritto al Corriere della Sera, oggi 24 gennaio 2016, sul tema delle unioni civili.

Caro direttore,
dopo mesi di discussioni intorno alle unioni civili, il disegno di legge Cirinnà approda in Parlamento. E scatena una nuova manifestazione di piazza, anzi due, una a favore e una contraria. Chi sostiene il progetto reclama il riconoscimento di nuovi diritti e chi vi si oppone lo fa per difendere diritti tradizionali. Qual è la causa dell'asprezza dello scontro in atto? 

Una parte dell'opinione pubblica rivendica questi nuovi diritti come una conquista di civiltà, un'altra li considera un attentato ai valori fondanti la civiltà occidentale.

Enza Bruno Bossio"Questa mattina sono intervenuta in aula nel corso del dibattito sulla mozione proposta dal PD su Mezzogiorno e masterplan." Lo afferma in una nota la parlamentare Pd Enza Bruno Bossio, che aggiunge "Una mozione parlamentare ha senso se promuove un impegno dello Stato per colmare il divario che si è accumulato in vent’anni di dissennate politiche nordiste che hanno provocato danni a tutta l’Italia e allo stesso Nord."

“Per fare questo - prosegue la parlamentare cosentina - è necessario far ripartire gli investimenti. L’indice degli investimenti è la variabile che più è peggiorata nel corso degli ultimi vent’anni. Si tratta di invertire una tendenza per il bene dell’intero Paese se è vero, che, ogni 100 euro investiti nel Mezzogiorno si generano acquisti di beni e servizi per 31,5 nel Centro Nord: in questo senso si può affermare che non è il sud ad avere bisogno dell’Italia ma l’Italia del Sud. Occorre, dunque, garantire un quadro finanziario certo di investimenti per il Mezzogiorno tornando all’obiettivo fissato nel 2000 e fare in modo che il 45% degli investimenti complessivi in conto capitale dell’Italia avvengano nelle Regioni del Sud. E’ questo dato che il masterplan dovrà rispettare. "

mario mauro“Alfano e Verdini non rappresentano più nessuno, sono soltanto i ‘cagnolini di compagnia’ della volontà renziana. Il fatto che continuino a sostenere un governo che si appresta ad approvare le unioni civili lo documenta in modo chiaro”. Ad affermarlo è il senatore Mario Mauro, ex vicepresidente del parlamento europeo, ex ministro della Difesa ed attualmente presidente dei Popolari per l’Italia. Dal giugno scorso il senatore Mauro è passato all’opposizione, rompendo con Ncd e Udc che invece sono rimasti nella maggioranza. Tra i punti più decisivi per la svolta dei Popolari per l’Italia c’è stata la riforma costituzionale, che ieri è stata approvata in quarta lettura dalla Camera dei deputati. Tempo una settimana e toccherà al Senato.

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