Cosenza, Franz Caruso risponde ai punti posti dal prof Bilotti

Apprezzo la riflessione del Professore Domenico Bilotti sui sei punti, sei richieste al futuro Sindaco di Cosenza e mi stimola e responsabilizza rispondere nel merito dei temi proposti. Andiamo per ordine: 

  1. “Non serve un sindaco di quartiere, abbiamo bisogno di un sindaco TRA i quartieri.” Il nostro progetto politico, Cosenza2050, ha costruito, in questi mesi di elaborazione e ascolto, un programma aderente alle necessità e ai sogni dei rappresentanti di tutte le zone della città che abbiamo incontrato e, sono certo, migliorerà ancora con l’ascolto di coloro che incontreremo nei tour organizzati per i prossimi giorni. Siamo partiti dai quartieri periferici. Tra le novità più significative, venute fuori da questo confronto, l’idea dell’Ufficio per la vivibilità dei luoghi con il compito di segnalare situazioni di disparità tra quartieri, periferie e luoghi abbandonati frutto di una scarsa programmazione e visione politica. La città non è semplicemente un aggregato di case: la città è una comunità di persone nella quale le abitazioni, i luoghi destinati alla vita comune e alle attività comuni sono strettamente integrate tra loro e servite da un’efficace rete di servizi e infrastrutture. Una crescita omogenea dei quartieri, dove le differenze diventano punti di forza e non di stigma sociale.  Ci ribelliamo alla “gabbia della rassegnazione”, all’assuefazione dei cosentini al problema della carenza idrica o alla vita tra i rifiuti, ormai diventata una triste normalità. Basta alle code, nel traffico come davanti agli uffici pubblici: puntiamo alla vera qualità della vita e lasciamo decidere ai cosentini se la raggiungiamo oppure no, non a classifiche stilate in qualche ufficio lontano nel centro di Milano. Noi non siamo per la gentrificazione che espelle i bisognosi, noi siamo per la co-progettazione degli spazi pubblici e la gestione collettiva dei beni comuni. Con la Scuola e i giovani al centro di questa visione di leadership collettiva.
  2. “Un sindaco che non si abbarbichi a Piazza dei Bruzi”. Piazza dei Bruzi è la casa dei cittadini, luogo simbolo del governo della città. Concordo con Lei, meno politica da selfie e più politica da “piedi nel fango”. Per questo motivo, pur lasciando gli uffici di rappresentanza a Piazza dei Bruzi, è previsto nel nostro progetto di trasferire tutti gli uffici pubblici nel futuro Distretto dei Servizi, uno dei quattro nuovi Distretti che sono architrave delle nuove grandi opere per Cosenza, opere di ridisegno e ricucitura di un tessuto sociale sfilacciato. L’idea è quella di mettere tutti noi cittadini in condizione di sbrigare le proprie necessità quotidiane legate ai servizi pubblici in non più di 15 minuti, posizionando il baricentro degli uffici comunali al posto delle Casermette, quindi al centro e al servizio dell’intera area urbana. Obiettivo? Meno traffico veicolare in città, riqualificazione della zona di via Panebianco e nuovi uffici di proprietà comunale immersi nel verde. Gli uffici sono fatti di persone e non di mura e sono convinto che deve essere compito di una nuova amministrazione rendere i dipendenti pubblici di nuovi fieri del posto che occupano.
  3. “La partecipazione dei cittadini non è una chiacchierata al bar” Oggi la politica richiede profondità di pensiero e velocità d’azione, vera sfida da vincere. Non sarà facile, ma nulla di entusiasmante e che lascia il segno è facile. Vogliamo favorire le forme di partecipazione diretta alla vita politica e amministrativa della città e il Bilancio Partecipativo rappresenta uno degli strumenti cardine di questa visione: saranno le assemblee di quartiere a decidere le priorità e sottoporle all’amministrazione, che procederà, in base all’ordine stabilito dagli stessi cittadini, all’inserimento in Bilancio. L’App CosenzaPartecipa, invece, sarà lo strumento che il Comune utilizzerà per sottoporre le proprie idee al giudizio dei cittadini, senza decidere con atti di imperio quando si tratterà di incidere in maniera forte nella vita della comunità. 
  4. “Troppe barriere architettoniche nella città”. L’inclusione è uno dei punti fermi della nostra politica amministrativa, ogni cittadina o cittadino non dovrà vivere o subire limitazioni o disagi in funzione del suo stato fisico e psicofisico o condizione economica e sociale. Ecco il perché del progetto Trasporto per persone con disabilità: un progetto innovativo non socioassistenziale, che mira alla piena integrazione delle persone, impegnando l’amministrazione comunale a garantire, non solo i dovuti e necessari servizi, ma che si curi di garantire la massima autonomia e indipendenza alla persona. E noi glielo assicureremo. Abbiamo predisposto un grande progetto di abbattimento delle barriere architettoniche, di ampliamento marciapiedi, di semafori con segnale acustico per gli ipovedenti e il “Progetto Cura di quartiere”, rivolto anche alle persone con disabilità psichiche. I risultati saranno verificati dalla figura del Garante dell’inclusione, che istituiremo per monitorare gli obiettivi raggiunti e, soprattutto, mantenere alta l’attenzione dell’amministrazione. Sappiamo bene, inoltre, che la pianta organica degli assistenti sociali si è, nel corso degli anni, ridotta all’osso per responsabilità ben precise della vecchia amministrazione, che ha sempre avuto altre priorità.
  5. “Serve un sindaco che premi le intelligenze e qualità del territorio”. Le politiche giovanili, di valorizzazione delle migliori energie si incentreranno su tre diversi livelli: autonomia, cultura e socializzazione e comunicazione. È nostra intenzione recupero e luoghi assegnare aree non utilizzate ad associazioni o per rassegne, dotandole di tutti i confort, dalla connessione in fibra all’accessibilità e al trasporto green. Questi posti saranno al contempo asili, biblioteche, parchi, aree sportive, spazi di coworking e coliving, di assistenza sanitaria e di cultura e li immagino principalmente popolati e animati da tante ragazze e ragazzi. E’ fondamentale, inoltre, lavorare sinergicamente con le università e in particolar modo l’Unical. Abbiamo previsto anche uno statuto cittadino dei lavoratori per un lavoro di qualità e dignitoso, che parli si alle sigle sindacali ma anche e soprattutto ai rider, ai southworker, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze in città partendo dall’attenzione ai lavoratori giovani più deboli o a chi il lavoro non l’ha mai ancora incontrato.
  6. “… mettere in soffitta i panni dell’insulto”. Sottoscrivo ogni sua parola. Purtroppo, in questi anni il sindaco ha troppo spesso svestito i panni della guida della comunità tutta e ha incoraggiato e foraggiato scontri, inimicizie, odi reciproci, a scopo di rivalsa personale, che hanno avvelenato il clima in città. Quando un sindaco parla dei suoi concittadini come di fan e di odiatori, sta subdolamente insinuando nel pensiero nella popolazione che ci sono cose e persone che si possono e si debbono criticare e altre no. Che ci sono cittadini di serie A e di serie B. Ti disabitua alla critica e ti abitua all’insulto. Infine, rende la trama che forma il tessuto di una comunità sfilacciato e sbrindellato invece che intrecciato e forte. Ecco, noi non saremo così, noi saremo diversi. Noi vogliamo pacificare una comunità, quella cosentina, che un tempo è stata grande proprio perché sapeva mettere da parte tutte le differenze per un obiettivo comune: portare tutti insieme, ognuno con le proprie capacità e le proprie forse, Cosenza verso il suo futuro.

Sarà mia cura dare voce al nostro progetto di governo nelle strade e nei quartieri della città. Per chi volesse troverà copia del programma, può recarsi presso le nostre sedi aperte al confronto e alla discussione con la città. Sarà mia cura fargli recapitare copia del programma Cosenza2050, dove – forse – troverà risposta piena alle sue acute osservazioni. 

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