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foto hard magistrato La vicenda approda al CSM

Una vendetta o un ricatto a luci rosse? Sono gli inquietanti interrogativi che circolano negli ambienti giudiziari lucchesi, dopo che è emersa la clamorosa notizia della diffusione online di alcune foto «hard» che riguardano un magistrato donna in forza al tribunale di Lucca. Una serie di immagini senza veli diffuse su alcuni siti porno per scambisti e sulla cui autenticità c’è anche da dubitare. Nessuno peraltro mette in dubbio il fatto che le immagini private, di per sé lecite, siano state messe in circolazione all’insaputa del magistrato e quindi per colpirla in qualche modo. Ma ormai il sasso, sia pure da mano ignota, è stato lanciato e il caso è scoppiato, finendo anche sul tavolo del Csm.

LE FOTO a «luci rosse», a quanto pare, sarebbero in circolazione da mesi su questi siti porno, ma la sconcertante vicenda è emersa in modo dirompente solo adesso, dopo essere finita prima in sede locale al Consiglio giudiziario di Firenze, poi al Consiglio Superiore della Magistratura.

Tra le ipotesi, quella della «vendetta» di un ex fidanzato, anche se il magistrato, che ha presentato denuncia contro ignoti, avrebbe messo a verbale con la polizia giudiziaria di essere sostanzialmente vittima di fotomontaggi creati ad arte.

DEL CASO scottante e imbarazzante si occupa la commissione del Csm. L’interessata avrebbe anche detto di non riconoscersi in quegli scatti «hard», ma per lei potrebbe scattare anche un trasferimento del magistrato in altra sede, anche per incompatibilità ambientale. Pur trattandosi di una vittima di un gioco «sporco», infatti, la normativa per le toghe prevede che possa essere sanzionato persino il comportamento senza colpa del magistrato coinvolto in vicende che possano ledere il decoro della magistratura. Insomma, chi ha architettato questo «gioco» ha probabilmente cercato di colpirla proprio nell’ambiente di lavoro. Vendetta privata o un’ipotesi di estorsione? Ce n’è abbastanza per restare sconcertati e amareggiati. Tanto più che la donna in questione è un magistrato molto stimato dai colleghi e si è occupata in questi anni come giudice di vicende processuali di rilievo.

OVVIAMENTE lei è passata al contrattacco. La sua denuncia contro ignoti, per diffamazione via web, è stata inoltrata per competenza alla Procura di Genova (cui spettano automaticamente i procedimenti che coinvolgono magistrati lucchesi), dove è stata affidata al pm Francesco Cardona Albini, che ha aperto un fascicolo.

SI CERCA di risalire all’autore della divulgazione, anche se non sarà facile. Il nodo è anche capire perché l’ha fatto e come ha potuto poi diffondere la notizia della loro pubblicazione online per far scoppiare il caso. Uno dei siti porno che ha pubblicato le immagini in questione sarebbe «Porn Revenge», ovvero «Vendetta Porno». Vale a dire uno spazio dedicato proprio agli ex amanti che intendono vendicarsi per una storia ormai finita, pubblicando immagini «a luci rosse» della propria ex. Un segno dei tempi di barbarie in cui siamo precipitati anche «grazie» alle opportunità che la tecnologia offre oggi. (La Nazione)

 

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