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carcere rossanoCon Enza Bruno Bossio e il radicale Emilio Quintieri

Il giorno di Natale una delegazione del circolo GD Cosenza F. Aldrovandi, composta da Gaspare Galli e Francesco Adamo, si è recata, accompagnando l'On. Enza Bruno Bossio assieme ad Emilio Quintieri dei Radicali, ad una visita ispettiva presso il carcere di Rossano. La visita coincideva col ‪‎Satyagraha‬ di Natale radicale: i detenuti, in protesta verso le condizioni di detenzione, hanno aderito allo sciopero della fame promosso da Marco Pannella, rifiutando e devolvendo il cibo del carcere in beneficenza.

Quella di Rossano è una casa di reclusione, perciò al suo interno ospita molti detenuti in regime di massima sicurezza: ergastolani, ergastolani ostativi,

Ricorrevano a caschi e giubbotti antiproiettile «truccati» per mettere in cattiva luce alti dirigenti della Polizia di Stato.

Con questa accusa il gip del tribunale di Roma ha rinviato a giudizio un dirigente del sindacato Sap, e altri quattro agenti, sospettati di aver utilizzato equipaggiamenti ormai non utilizzati da anni, per sostenere la tesi che i caschi e i giubbotti antiproiettile in dotazione agli agenti sono pericolosi e non garantiscono la sicurezza.

veronica panarelloIl Gip di Ragusa, Claudio Maggioni, il 12 dicembre scorso aveva convalidato il fermo ed emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per la mamma del bambino di 8 anni ucciso a Santa Croce Camerina, Veronica Panarello, ritenendo attendibile la tesi della Procura secondo la quale il bambino non sarebbe mai salito sull'auto della madre.

L'intera ricostruzione dell'accusa, infatti, è imperniata sulla certezza che il piccolo Loris Stival non fu accompagnato a scuola la mattina del 29 novembre, come invece affermato dalla madre, ma rientrò in casa intorno alle 8.30, dove fu successivamente raggiunto da lei e ucciso.

carceredi Rita Bernardini

Caro ministro Andrea Orlando, proverò a chiarirti che cosa sia la pena "legale" perché ho ascoltato da Radio Radicale la tua conferenza stampa e molte delle affermazioni che hai fatto non mi tornano. Mi spiegherò con un esempio. Lunedì scorso ho visitato insieme a Marco Pannella e ai compagni radicali la Casa di Reclusione di San Gimignano e dò subito atto al dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e, in particolare al Dott. Luigi Pagano, che il tuo ministero continua a consentirci di entrare negli istituti penitenziari per verificare le condizioni di detenzione nonostante nessuno di noi sia più parlamentare.

Fatti i dovuti ringraziamenti, veniamo alle note dolenti.

rita bernardinidi Furio Colombo - da L'Unità 21set15

Posso dire con orgoglio: il primo gesto di difesa dei diritti umani di cittadini non italiani accusati di un delitto odioso, malmenati in carcere e prontamente esposti alla gogna televisiva, quel primo gesto, impopolare e difficile, è venuto da noi, parlamentari del Pd. E vero, ma solo perché un piccolo gruppo di radicali è stato eletto nelle liste Pd. E vero perché, al primo segnale di botte in carcere ai due romeni accusati dello stupro della Caffarella, la deputata Rita Bernardini è andata a vedere, a capire, ad accertare. E ha potuto denunciare le umiliazioni subite dai due presunti colpevoli. Qui sta un primo punto alto di civiltà in una storia che umilia due volte: per ciò che è accaduto in un parco di Roma, e per la concitata confusione con cui sono state condotte le indagini. 

marco pannella rita bernardini"I detenuti sanno che io sono uno di loro. Sanno bene che il problema che vivono in realtà riguarda tutti e questo ho capito incontrandoli nei corridoi e nelle celle". Lo ha detto oggi a Taranto il leader dei Radicali, Marco Pannella, intervenuto in carcere insieme al segretario nazionale dei Radicali, Rita Bernardini, ad una cerimonia per il pensionamento del presidente del Tribunale di sorveglianza, Massimo Brandimarte.

Commentando una recente dichiarazione del ministro di Grazia e Giustizia, Andrea Orlando, per il quale le carceri italiane sono "criminogenene", Pannella, nel ringraziare il ministro, afferma: "quando parliamo di carceri parliamo di giustizia. E chi governa - aggiunge Pannella - ha avuto anni per accorgersi di ciò che non funzionava. Noi abbiamo seminato sempre in tale direzione, così come abbiamo seminato in passato per arginare il fenomeno dell''aborto clandestino. Adesso in Italia raccogliamo i frutti di quella battaglia, per le donne, con le donne".

piercamillo davigo "Non esiste una magistratura buona contro un'Italia di cattivi, vederla così è in linea di principio sbagliato, e inoltre si scontra con la realtà". Con Edmondo Bruti Liberati, ex procuratore capo di Milano, ex membro del Csm, per anni all'Associazione nazionale magistrati, da qualche mese in pensione, proviamo ad analizzare le nuove tensioni che dividono politica e magistratura.

Dottor Bruti, le battaglie tra magistrati e politici cominciarono in Italia negli anni Settanta del secolo scorso...

"Sì, lo scontro viene a galla quando la magistratura acquisisce nei fatti un'indipendenza e una volontà di non fermarsi di fronte ai santuari, dagli scandali Lockheed e petroli, alla strage di piazza Fontana, ma i paragoni con il passato servono a comprendere l'evoluzione, non l'oggi . L'essenziale per l'Anm è esprimere con chiarezza la propria opinione sui problemi della giustizia, ma altrettanto essenziale è che l'Anm non esca dal suo ruolo".

In Italia esistono due tipi di ergastolo: quello ordinario e quello "ostativo". Il primo concede al condannato la possibilità di usufruire di permessi premio, semilibertà o liberazione condizionale. Il secondo che, è invece un regime di eccezione, nega al detenuto ogni beneficio penitenziario, a meno che non sia un collaboratore di giustizia.

carcere pagliarelliDue suicidi in carcere nei giorni di Natale ma Tv e giornali non ne parlano.

Il primo è avvenuto nel carcere di Trani. Avrebbe scontato la sua pena nel mese di febbraio del prossimo anno, stava trascorrendo la sua detenzione in maniera tranquilla e lavorando serenamente ma non ha retto. Un 31enne di Corato nel giorno di Natale è stato ritrovato senza vita all'interno della sua cella nella casa circondariale di Trani.

Era in carcere dal mese di giugno per reati connessi allo spaccio di stupefacenti e per evasione dagli arresti domiciliari. Si sarebbe impiccato con una corda rudimentale intorno alle ore 7 del 25 dicembre.

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