Gli Amanti del Sole

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giustizia civileL'Italia conferma il suo record di lunghezza dei processi civili: secondo il rapporto sulla giustizia nell'Unione pubblicato oggi dalla Commissione europea, nel 2014 ci volevano oltre 500 giorni per ottenere un giudizio di primo grado in un processo civile e amministrativo. Solo a Malta e a Cipro ci vuole più tempo, mentre in tutti gli altri paesi che hanno fornito i dati (una ventina: mancano solo quelli di Belgio, Bulgaria, Irlanda e Regno Unito) la durata dei processi è decisamente inferiore e in una dozzina di paesi, fra cui la Germania, servono meno di 200 giorni. Il dato italiano mostra un miglioramento rispetto a quello del 2013, quando i giorni necessari per un giudizio superavano i 600, ma è peggiore rispetto al primo rapporto del 2010, quando erano sotto i 500.

Il responsabile del movimento Diritti Civili Franco Corbelli rivolge un “accorato appello ai giudici del Tribunale di Cosenza affinché venga rimesso in libertà un uomo di 52 anni, malato, da due settimane in carcere per scontare un residuo pena di 6 mesi per una vecchia condanna per un piccolo reato”.

piercamillo davigodi Giandomenico Caiazza - già presidente Unione Camere Penali

Ho voluto ascoltare nella sua integrale testualità la registrazione dell' intervento del dottor Piercamillo Davigo al convegno sulla giustizia organizzato dal Movimento cinque Stelle presso la Camera dei deputati

Cinquanta minuti in tutto o in quali sottrarre almeno cinque minuti complessivi di applausi frenetici e del per fiati e qualche altro minuto impiegato dalla giornalista Diana Milella fare da parlava per formando lo dico perché la signora Mirella lo addirittura premesso al termine del monologo introduttivo del dottor Davigo faccio mia la standing ovation condivido Davigo dalla prima all' ultima parola

In Italia ci sono 9 milioni di processi arretrati e per ottenere una sentenza definitiva è necessario attendere 10 anni. Se da un lato il 70% dei furti e l’80% degli omicidi rimane impunito, dall’altro ogni anno 170mila processi cadono in prescrizione. La prescrizione può essere definita come un’amnistia strisciante (perché non votata e non decisa ufficialmente da alcuno) e classista, per ricchi (perché quasi sempre favorisce solo chi può permettersi buoni avvocati).

Questo è il disastro dell’amministrazione della giustizia italiana, che pesa anche sull’economia: quale imprenditore investirebbe dove i tempi della giustizia sono incompatibili con quelli del mercato? Da 25 anni le corti europee condannano l’Italia perché contro la giurisdizione, il diritto europeo e i diritti umani dell’Onu e per il quinto anno consecutivo il nostro Paese ha conquistato il primato per il maggior numero di sentenze della Corte europea rimaste inapplicate: il nostro Stato è considerato un criminale abituale!

di Giampaolo Catanzariti (da facebook)

 

La morte del giudice Imposimato, ex parlamentare PDS poi staccatosi per partecipare alla formazione dei Socialisti Democratici Italiani (in quella occasione lo conobbi, proprio a Reggio Calabria) quindi candidato Presidente dei 5S, ancora una volta mi induce ad una riflessione su quanto il regime storiografico e giornalistico sia intriso di giustizialismo e su quanto, per passare quale eroe anche postumo, sia necessario cancellare ogni pericoloso sbandamento da un cursus honorum “antimafia”, specie se si tratta di sbandamento garantista. 

 Otto proposte di legge di iniziativa popolare proposte dal Partito Radicale. Firma anche tu. 

I nuovi regolamenti parlamentari obbligano, contrariamente al passato, la discussione in aula delle proposte di legge firmate da almeno 50.000 elettori; contrariamente al passato, la politica partitocratica ha quindi minori possibilità di boicottare a priori le proposte dei cittadini.

Scopri dove firmare.

 

La Corte d'Appello di Milano ha assolto l'ex presidente di Finmeccanica (ora Leonardo) Giuseppe Orsi e l'ex ad della controllata AgustaWestland, Bruno Spagnolini,

CARCERI e STATO DI DIRITTO: DOPO 32 GIORNI PASSO DALLO SCIOPERO DELLA FAME ALLO SCIOPERO DEL VOTO.

Dopo 32 giorni, passo dallo sciopero della fame allo sciopero del voto. E' decisione personale, quindi per me profondamente politica, che non intende coinvolgere in alcun modo il Partito Radicale al quale sono iscritti trasversalmente candidati nelle più diverse liste che mi auguro siano tutti eletti.

Quanto accaduto ieri con la messa in soffitta da parte del Governo Gentiloni dell'ordinamento penitenziario, è fatto gravissimo che mortifica tutte le speranze di conquista di un minimo segmento di legalità costituzionale nell'attuale frangente elettorale.

Il neo consigliere del Csm parla al processo sul depistaggio della strage di via D’Amelio

«A quei tempi i collaboratori scontavano varie pretese, giuste o meno, e vedevano nell’ufficio

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