#lagenteinfo Giustizia e Diritti

L'anno nero della giustizia cosentina

tribunale di CosenzaPasserà alla storia della nostra città come l’anno dell’ingiustizia. Per quanti ancora credono nel valore della legalità, il 2015 rappresenta una mazzata. Coloro i quali invece non hanno mai riposto aspettative di verità nei tribunali italiani, incassano solo l’ennesima conferma del loro scetticismo.

Si sono conclusi procedimenti giudiziari importanti, vicende diverse l’una dall’altra, nella genesi, nell’ambientazione dei delitti veri o presunti, nei moventi. Eppure sono storie accomunate da un unico drammatico epilogo: la mancata risposta alle domande poste dalle vittime, dai loro congiunti, da tutti i cosentini e le cosentine.

Radicali, festività in carcere con i detenuti

radicali visita carcere crotone Proseguono le visite delle delegazioni radicali nelle carceri italiane.

Il 30 dicembre sono state visitate le carceri dell'Ucciardone (Palermo) con Donatella Corleo, Gaetana Gallina, Giannandrea Dagnino, Francesco Greco, Antonino Nicosia, quelle di Sondrio con il sottosegretario di Stato agli Esteri Benedetto della Vedova insieme a Claudia e Giovanni Giovanni, Sassari con Irene Testa e Isabella Puggioni, Cremona con Sergio Ravelli e Gino Ruggeri.

Il vice-presidente della Camera, Roberto Giachetti, è stato il 31 dicembre a Rebibbia e nella giornata di Capodanno a Regina Coeli con Marco Pannella e Rita Bernardini. Il 31 visita anche nel carcere Pagliarelli di Palermo.

La cultura delle ronde

rita bernardinidi Furio Colombo - da L'Unità 21set15

Posso dire con orgoglio: il primo gesto di difesa dei diritti umani di cittadini non italiani accusati di un delitto odioso, malmenati in carcere e prontamente esposti alla gogna televisiva, quel primo gesto, impopolare e difficile, è venuto da noi, parlamentari del Pd. E vero, ma solo perché un piccolo gruppo di radicali è stato eletto nelle liste Pd. E vero perché, al primo segnale di botte in carcere ai due romeni accusati dello stupro della Caffarella, la deputata Rita Bernardini è andata a vedere, a capire, ad accertare. E ha potuto denunciare le umiliazioni subite dai due presunti colpevoli. Qui sta un primo punto alto di civiltà in una storia che umilia due volte: per ciò che è accaduto in un parco di Roma, e per la concitata confusione con cui sono state condotte le indagini. 

Sparatoria Milano: con questo clima tutti sono vittime di giustizia

Claudio Giardiello, imprenditore lombardo di origini sannite, 57 anni, ha ucciso tre persone all'interno del palazzo di giustizia di Milano dove era sotto processo per bancarotta fraudolenta. Una quarta persona è morta, nella concitazione, probabilmente a causa di un infarto.

Tra le vittime di Giardiello il suo ex avvocato, che aveva rinunciato all'incarico, Lorenzo Alberto Claris Appiani e il giudice fallimentare, Fernando Ciampi,  che avrebbe dovuto testimoniare nel processo, ma che si trovava nella sua stanza in un piano diverso del palazzo dove Giardiello lo ha raggiunto e ucciso. La terza vittima è Giorgio Erba, coimputato nel processo.

L'imprenditore fallito avrebbe anche provato a sparare contro il pm Gaetano Ruta, per fortuna mancandolo.

Cuba, amnistia per oltre 3500 persone in occasione della visita di Papa Francesco

papa francesco cubaCuba concede l'amnistia a  3.522 detenuti in occasione della visita di Papa Francesco in programma nell'isola la prossima settimana, secondo quanto riferiscono il quotidiano ufficiale Granma e la versione in spagnolo del sito della BBC.

"Il Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba, in occasione della visita di Sua Santità Papa Francesco, e come è successo in occasione delle visite di  Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ha accettato di perdonare 3.522 condannati, tenendo conto della natura dei reati per cui sono stati puniti, del loro comportamento in carcere, del periodo residuo di carcerazione previsto e di ragioni di salute ", dice il sito del quotidiano.

Federico Aldrovandi/I poliziotti che l'hanno ucciso dovranno risarcire

La sezione regionale della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna ha stabilito che i quattro agenti di polizia condannati per la morte di Federico Aldrovandi devono risarcire con oltre 560mila euro il ministero dell’interno per i danni pagati alla famiglia del ragazzo. L’accusa aveva chiesto 1,8 milioni di euro. Enzo Pontani e Luca Pollastri devono versare ciascuno 224.512 euro, Paolo Forlani e Monica Segatto 56.128 euro.

Aldrovandi, 18 anni, è stato ucciso a Ferrara il 25 settembre 2005 dopo essere stato fermato dalla polizia per un controllo. I quattro poliziotti sono stati condannati in via definitiva a tre anni e sei mesi dalla cassazione nel giugno del 2012 per eccesso colposo. Nel luglio del 2014 erano stati citati in giudizio dalla procura contabile che gli aveva sequestrato un quinto dello stipendio, che servirà a pagare il risarcimento imposto dalla corte dei conti.

Pannella e Bernardini a Taranto, parliamo di giustizia

marco pannella rita bernardini"I detenuti sanno che io sono uno di loro. Sanno bene che il problema che vivono in realtà riguarda tutti e questo ho capito incontrandoli nei corridoi e nelle celle". Lo ha detto oggi a Taranto il leader dei Radicali, Marco Pannella, intervenuto in carcere insieme al segretario nazionale dei Radicali, Rita Bernardini, ad una cerimonia per il pensionamento del presidente del Tribunale di sorveglianza, Massimo Brandimarte.

Commentando una recente dichiarazione del ministro di Grazia e Giustizia, Andrea Orlando, per il quale le carceri italiane sono "criminogenene", Pannella, nel ringraziare il ministro, afferma: "quando parliamo di carceri parliamo di giustizia. E chi governa - aggiunge Pannella - ha avuto anni per accorgersi di ciò che non funzionava. Noi abbiamo seminato sempre in tale direzione, così come abbiamo seminato in passato per arginare il fenomeno dell''aborto clandestino. Adesso in Italia raccogliamo i frutti di quella battaglia, per le donne, con le donne".

Carceri, Bruno Bossio riporta in parlamento la vicenda Rossano

enza bruno bossioNei giorni scorsi, il Carcere di Rossano (Cosenza), è nuovamente ritornato in Parlamento. Come al solito, ad occuparsi delle reiterate violazioni dell’Ordinamento Penitenziario commesse dallo Stato in danno dei cittadini privati della libertà personale, è  Enza Bruno Bossio, Deputato del Partito Democratico e membro della Commissione Bicamerale Antimafia che, da circa un anno, unitamente ai Radicali, sta effettuando numerose ispezioni nelle Carceri della Calabria.

Questa volta, gli atti di Sindacato Ispettivo, non riguardano però pestaggi o maltrattamenti come nelle precedenti occasioni ma, viceversa, il mancato rispetto – da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - del principio della territorialità della pena e cioè della possibilità per i detenuti condannati di espiare la propria pena o, per gli imputati di trascorrere la misura cautelare inframuraria, in Istituti Penitenziari prossimi alla residenza delle famiglie. L’attenzione della Parlamentare Democratica è stata rivolta anche all'operato della Magistratura di Sorveglianza di Cosenza, del Direttore dell’Istituto Penitenziario di Rossano e del Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria.

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