CARCERI e STATO DI DIRITTO: DOPO 32 GIORNI PASSO DALLO SCIOPERO DELLA FAME ALLO SCIOPERO DEL VOTO.

Dopo 32 giorni, passo dallo sciopero della fame allo sciopero del voto. E' decisione personale, quindi per me profondamente politica, che non intende coinvolgere in alcun modo il Partito Radicale al quale sono iscritti trasversalmente candidati nelle più diverse liste che mi auguro siano tutti eletti.

Quanto accaduto ieri con la messa in soffitta da parte del Governo Gentiloni dell'ordinamento penitenziario, è fatto gravissimo che mortifica tutte le speranze di conquista di un minimo segmento di legalità costituzionale nell'attuale frangente elettorale.

La Corte d'Appello di Milano ha assolto l'ex presidente di Finmeccanica (ora Leonardo) Giuseppe Orsi e l'ex ad della controllata AgustaWestland, Bruno Spagnolini,

di Giampaolo Catanzariti (da facebook)

 

La morte del giudice Imposimato, ex parlamentare PDS poi staccatosi per partecipare alla formazione dei Socialisti Democratici Italiani (in quella occasione lo conobbi, proprio a Reggio Calabria) quindi candidato Presidente dei 5S, ancora una volta mi induce ad una riflessione su quanto il regime storiografico e giornalistico sia intriso di giustizialismo e su quanto, per passare quale eroe anche postumo, sia necessario cancellare ogni pericoloso sbandamento da un cursus honorum “antimafia”, specie se si tratta di sbandamento garantista. 

In Italia ci sono 9 milioni di processi arretrati e per ottenere una sentenza definitiva è necessario attendere 10 anni. Se da un lato il 70% dei furti e l’80% degli omicidi rimane impunito, dall’altro ogni anno 170mila processi cadono in prescrizione. La prescrizione può essere definita come un’amnistia strisciante (perché non votata e non decisa ufficialmente da alcuno) e classista, per ricchi (perché quasi sempre favorisce solo chi può permettersi buoni avvocati).

Questo è il disastro dell’amministrazione della giustizia italiana, che pesa anche sull’economia: quale imprenditore investirebbe dove i tempi della giustizia sono incompatibili con quelli del mercato? Da 25 anni le corti europee condannano l’Italia perché contro la giurisdizione, il diritto europeo e i diritti umani dell’Onu e per il quinto anno consecutivo il nostro Paese ha conquistato il primato per il maggior numero di sentenze della Corte europea rimaste inapplicate: il nostro Stato è considerato un criminale abituale!

Ricorrevano a caschi e giubbotti antiproiettile «truccati» per mettere in cattiva luce alti dirigenti della Polizia di Stato.

Con questa accusa il gip del tribunale di Roma ha rinviato a giudizio un dirigente del sindacato Sap, e altri quattro agenti, sospettati di aver utilizzato equipaggiamenti ormai non utilizzati da anni, per sostenere la tesi che i caschi e i giubbotti antiproiettile in dotazione agli agenti sono pericolosi e non garantiscono la sicurezza.

Da Whynot a Toghe Lucane, ora fino alla Consip. Certi nomi ci girano sempre intorno. Entrambi molto amici dell'allora pm di Catanzaro e ora sindaco di Napoli Luigi de Magistris, Henry John Woodcock e Federica Sciarelli adesso finiscono indagati.

Naturalmente, come già ampiamente visto nel passato (e nel presente), difficilmente si arriverà ad un giudizio con una condanna definitiva nei confronti di un magistrato e di una giornalista.

Chiederò subito al Ministero della Giustizia di disporre una ispezione ministeriale presso la Casa Circondariale di Paola in ordine all’incredibile vicenda verificatasi col decesso del giovane detenuto marocchino. Lo dichiara Emilio Enzo Quintieri, esponente dei Radicali Italiani, stigmatizzando pesantemente l’operato della locale Amministrazione Penitenziaria, annunciando anche che farà presentare una Interrogazione Parlamentare ai Ministri della Giustizia On. Andrea Orlando e degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale On. Paolo Gentiloni.

piercamillo davigodi Giandomenico Caiazza - già presidente Unione Camere Penali

Ho voluto ascoltare nella sua integrale testualità la registrazione dell' intervento del dottor Piercamillo Davigo al convegno sulla giustizia organizzato dal Movimento cinque Stelle presso la Camera dei deputati

Cinquanta minuti in tutto o in quali sottrarre almeno cinque minuti complessivi di applausi frenetici e del per fiati e qualche altro minuto impiegato dalla giornalista Diana Milella fare da parlava per formando lo dico perché la signora Mirella lo addirittura premesso al termine del monologo introduttivo del dottor Davigo faccio mia la standing ovation condivido Davigo dalla prima all' ultima parola

Il responsabile del movimento Diritti Civili Franco Corbelli rivolge un “accorato appello ai giudici del Tribunale di Cosenza affinché venga rimesso in libertà un uomo di 52 anni, malato, da due settimane in carcere per scontare un residuo pena di 6 mesi per una vecchia condanna per un piccolo reato”.

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