Termina oggi il quinto viaggio compiuto dalla Terra di Piero in Tanzania. Un bilancio pieno lo faremo quando saremo in Italia. Però qualche considerazione possiamo già produrla. Ventuno anime in giro per questa nazione splendida, complicata, aspra e dolce allo stesso tempo. Dar es Salamm, Morogoro, Dodoma, Iringa, Tosamaganga, Schamaela..

.Il leit motiv principale è sempre lo stesso: i bambini. Tanti, tantissimi, ovunque. Una moltitudine quasi sempre gioiosa anche laddove non ci sarebbe alcun motivo di mostrare gioia.

Quasi come a dirci: l'Aids mi sta massacrando ma io sono bambino e il mio compito è regalare sorrisi, non posso esimermi da farlo. Sorrisi ingenui e sognanti, veri e alla ricerca di complicità. Perché i sorrisi dei bambini tanzaniani sono sempre coinvolgenti. Come quelli di mia nipote o dei vostri figli piccoli. Perché i sorrisi non hanno colore se non quello della purezza. Come le mani che ad ogni orfanotrofio acchiappano le tue e non le lasciano fino a quando risali sul pullman.

Dicevo che a Cosenza faremo il bilancio definitivo della missione Pamoja, con tutti i risultati raggiunti (una sola anticipazione: abbiamo fatto più di quanto preventivato). Vi parleremo e mostreremo di parchi, di aiuti concreti, di acqua portata dove serve, di abbracci veri e non virtuali. Ora è il momento di un bilancio morale, umano, emozionale. Credo di poter parlare per tutti i ventuno pazzi che hanno composto questa "banda" in giro per l'Africa. Come sempre, ma sempre come fosse la prima volta, l'Africa ti prende la mente e la porta dove dice lei. Nei meandri di una continua riflessione sul perché un bambino debba mangiare solo due volte la settimana a causa delle decisioni degli adulti. E vedi in due, quattro, dieci gambette esili tutto il fallimento di migliaia di conferenze sulla malnutrizione. Quei bambini non hanno da mangiare semplicemente perché ci sono adulti che mangiano anche il loro riso. E assieme al loro riso rubano loro il futuro. Per cosa? Per sete di potere e di denaro. Per fame compulsiva e voglia di accumulare ricchezza, tanto da buttare quel riso pur di non redistribuirlo in maniera equa. Quei bambini vedono l'AIDS ed il colera devastare il proprio corpo perché ci sono adulti che ingrassano i loro conti in banca con il gioco delle medicine importate e riesportate più volte. Perché ci sono adulti che, complice l'indifferenza di tanti altri adulti, fanno si che troppo spesso un aiuto umanitario partito 1 chilo arrivi al bambino 180 grammi. Perché funziona cosi ed è da assassini continuare a sopportarlo.
Il pericolo maggiore che si corre ad ogni viaggio è il pensiero che davanti a tutto ciò ci si debba arrendere perché davanti alle prepotenze dei potenti ventuno ragazzi non possono nulla. Possiamo pochissimo, quasi nulla. Ma non nulla. Quel "non" è la chiave di volta. Rendere quel pochissimo più consistente significherà salvare il futuro di uno, due, tre , cento, mille bambini Tanzaniani. O namibiani, o zambiani, o metteteci voi la nazionalità. Rendere efficiente una scuola porterà ad avere tra qualche anno persone istruite e non ignoranti. Dunque meno sudditi e meno disposti a lasciare ad altri le risorse dei propri figli. E così li salveranno. E se salvi un bambino salvi il mondo. E se salvi il mondo salvi pure tuo figlio.
Pamoja, insieme.
Ci vediamo a Cosenza. W la Terra di Piero, W i non indifferenti.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

feed

feed-image feed

 

 
intopic

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione