Le società di capitale (Spa o Srl) tra avvocati forse diventeranno una realtà anche in Italia.

Nel 2005 il Ddl concorrenza ha introdotto alcune importanti novità, ben 16 anni dopo il vecchio il Dlgs 96/2001 che recepiva la direttiva comunitaria 98/5/CE. 

Le legge delega (legge 247/2012) di riforma della professione forense non ha trovato sblocchi applicativi. 

Gli avvocati potranno presto scegliere tra società di persone, società di capitali o società cooperative. 

I due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto devono essere di soci avvocati iscritti all’albo o professionisti iscritti ad altri albi (per le Stp invece il limite dei due terzi riguarda solo i diritti di voto). Questo significa che si apre al socio di capitale, seppur di minoranza. 

Una novità “recente” contenuta nel testo approvato martedì dalla Camera riguarda l’organo di gestione, in cui la maggioranza deve essere composta da soci avvocati, mentre la versione iniziale del Ddl prevedeva che non tutti i componenti non potessero essere estranei alla compagine sociale. E' stata inoltre inserita la previsione normativa che i soci professionisti possono rivestire la carica di amministratore. 

Il Ddl introduce poi l’obbligo, per tutte le professioni ordinistiche, di comunicare in anticipo e «in forma scritta o digitale» il compenso. 

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