Gli Amanti del Sole

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nuova sede regione calabriaPer fortuna, periodicamente, arrivano i numeri a demolire pregiudizi radicati da decenni negli italiani. Uno di questo vede il Sud, e all’interno del Meridione, alcune regioni in particolare, come la Calabria, in veste di idrovore che inghiottono soldi pubblici senza fine. Una delle storie che più capita di sentire quando si affronta l’argomento è ”In Calabria c’è un forestale per ogni albero”, a voler così indicare con un paradosso lo spreco insostenibile di risorse pubbliche.

La smentita, almeno per quanto riguarda gli stanziamenti destinati a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici, arriva dallo stesso Governo.

Per la precisione i dati sono stati pubblicati sul portale ”soldipubblici.gov.it”, inaugurato di recente da Renzi per rendere più trasparenti i conti dell’esecutivo e della pubblica amministrazione in genere. La sorpresa arriva, come accennato, soprattutto dalla Calabria. La regione appare solo a metà classifica come spesa pubblica pro capite, ben lontana dalla maglia nera, la Sicilia. Se nella regione a statuto autonomo il personale per la macchina pubblica costa 575 milioni di euro, e costa 115 euro a cittadino, la Calabria si ferma a 42, 9 milioni con costi pro capite di 21,92 euro. Quest’ultima cifra è quella più significativa, perché i costi in senso assoluto crescono necessariamente in relazione al numero di abitanti. Ogni calabrese spende per i propri dipendenti pubblici quasi un sesto di un siciliano.

Poco differente la situazione della Campania, altra regione meridionale in cui la spesa complessiva è seconda solo alla Sicilia, essendo pari a 139,8 milioni, ma considerando l’altissima popolosità della regione, si attesta a un livello medio pro-capite di 24,23 euro. Dunque, tra le regioni meridionali, la Calabria ottiene un ottimo risultato, posizionandosi tra due settentrionali, Piemonte e Liguria e seconda per virtuosità solo alla Puglia che si piazza quarta per risparmi nelle tasche dei contribuenti con .14,54 euro pro-capite. Se si esclude la Sardegna, terza per spesa complessiva e seconda per cittadino con 78,41, il dato interessante è l’ulteriore ribaltamento dei pregiudizi rispetto alle regioni del Nord Italia. E’ un luogo comune che a Settentrione si mantenga con le tasse un sistema pubblico ipertrofico al Sud, ingiustamente, vista la capacità di spendere con parsimonia i soldi dell’erario al di sopra del Po.

In realtà, secondo quanto riportano i dati del portale, nella classifica delle regioni più virtuose non c’è alcuna differenza tra posizionamento geografico, per cui dopo Sicilia e Sardegna, la regione più spendacciona è il Friuli Venezia Giulia con 71,81 euro a persona, seguita da Molise, Basilicata e Umbria. A guidare in entrambe le classifiche, i virtuosi è il Trentino Alto Adige, seguito da Veneto, Toscana, Emilia, Puglia e Lazio, nelle spese per individuo. Il Trentino, in particolare, spende per i propri dipendenti pubblici 8,1 milioni di euro, pari a 7,72 a testa. Come a dire 15 volte meno della Sicilia.

di Lorenzo Misuraca - il Garantista 29dic14

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