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Secondo Vittorio Messori, Papa Francesco è un imprevedibile. Ma c'era chi diceva che l'imprevisto è l'unica speranza....

 

VITTORIO MESSORI Una imprevedibilità che continua, turbando la tranquillità del cattolico medio, abituato a fare a meno di pensare in proprio, quanto a fede e costumi, ed esortato a limitarsi a «seguire il Papa». Già, ma quale Papa? Quello di certe omelie mattutine a Santa Marta, delle prediche da parroco all’antica, con buoni consigli e saggi proverbi, con persino insistiti avvertimenti a non cadere nelle trappole che ci tende il diavolo? O quello che telefona a Giacinto Marco Pannella, impegnato nell’ennesimo, innocuo digiuno e che gli augura «buon lavoro», quando, da decenni, il «lavoro» del leader radicale è consistito e consiste nel predicare che la vera carità sta nel battersi per divorzio, aborto, eutanasia, omosessualità per tutti, teoria di gender e così via? Il Papa che, nel discorso di questi giorni alla Curia romana, si è rifatto con convinzione a Pio XII (ma, in verità, a san Paolo stesso) definendo la Chiesa «corpo mistico di Cristo»? O quello che, nella prima intervista a Eugenio Scalfari, ha ridicolizzato chi pensasse che «Dio è cattolico», quasi che la Ecclesia una, sancta, apostolica, romana fosse un optional, un accessorio da agganciare o meno, a seconda del gusto personale, alla Trinità divina? 

d. LUIGI GIUSSANI : È quello che, in fondo, con la semplicità suggestiva del poeta, diceva Montale alla fine di Prima del viaggio: «Un imprevisto / è la sola speranza». Un imprevisto. È Cristo l'imprevisto! Più imprevisto di una figura come quella di Cristo! Potete mettere la parola che volete. «Un imprevisto è la sola speranza»: questa è una definizione reale, sperimentabile. 

Perché in una nostra qualsiasi esperienza, di ogni nostra possibile esperienza, possiamo contare a uno a uno tutti i fattori: quando li abbiamo contati tutti e l'ultimo combacia col primo, c'è sempre qualcosa che manca, siamo rimandati «più in là», come diceva l'altra, sempre in Satura, poesia di Montale.

«Un imprevisto/ è la sola speranza. Ma mi dicono/ ch'è una stoltezza dirselo». Ecco il plagio, che diventa preconcetto: «Ma mi dicono che è una stoltezza dirselo».

u monachiaddru

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