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benedetto xviLo scorrere dei giorni permette di ritornare sulle cose con una serenità che spesso la foga del momento non concede, costringendo sovente gli osservatori a semplificare e a trattare ogni questione all'interno di riduzioni giornalistiche che fanno male al pensiero e che non sono di alcun aiuto al cuore e al cammino di ciascuno.

Qualcosa di analogo è accaduto in questa settimana in cui un altro capitolo della "terza guerra mondiale a pezzi" è andato consumandosi sul suolo europeo con la triste vicenda dell'attacco allo Charlie Hebdo. Infatti, accanto ad accorate prese di posizione in favore della libertà di espressione e di satira, in molti è sorto come un tarlo che ha spinto a rileggere le vignette del giornale francese con una sorta di amarezza e di biasimo per il pessimo gusto di alcune battute. Tale atteggiamento — per altro comprensibile — ha posto interrogativi non banali sul senso della libertà di pensiero e di stampa, sul limite che certe prese di posizione possano avere rispetto ai sentimenti e alle convinzioni degli altri, e ha generato uno sdegno che talvolta ha sfiorato il "se la sono cercata", un pensiero inconfessabile e terribile che ha pervaso e diviso molti ambienti del consesso europeo.

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Secondo Vittorio Messori, Papa Francesco è un imprevedibile. Ma c'era chi diceva che l'imprevisto è l'unica speranza....

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eugenio scalfari - papa Francescodi Massimo Borghesi - su www.ilsussidiario.net

Tra gli attacchi che, in modo quotidiano, papa Francesco riceve sulla stampa e nei blog un argomento ricorrente è quello della famosa intervista, rilasciata dal papa, ad Eugenio Scalfari. Una sorta di peccato mortale che un certo mondo cattolico, di orientamento tradizionalista, non è disposto a perdonare. Se la medesima intervista fosse stata rilasciata al direttore de Il Foglio anche le pretese "stonature" dell'intervista, che tanto hanno fatto storcere il naso ai benpensanti, non avrebbero fatto problema. Il problema è lui, l'ex direttore de la Repubblica, il barbapapà nazionale, il volterriano anticlericale maître-a-penser del laicismo. Che il Papa si sia affidato a lui e non a Messori o a qualche altro giornalista cattolico doc è inconcepibile.

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nativitàL'intervento. Dalla nascita di Gesù «in periferia» all'accoglienza di papa Francesco, il metodo di Dio ci chiede: cerchiamo la salvezza scendendo a patti col potere o nella «debolezza» del Mistero?

Caro Direttore,

papa Francesco non smette mai di stupirci. Parlando all’udienza generale del 17 dicembre, ha detto: «L’incarnazione del Figlio di Dio apre un nuovo inizio nella storia […] in seno a una famiglia, a Nazaret […], in uno sperduto villaggio della periferia dell’Impero romano. Non a Roma, che era la capitale dell’impero, ma in una periferia quasi invisibile. […] Gesù è rimasto in quella periferia per trent’anni.

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