Julian Carron e Papa Francescodi Massimo Borghesi - filosofo

Non è stato un appuntamento rituale, meramente “ecclesiastico”, l’incontro di papa Francesco, sabato 7 marzo in piazza San Pietro, con gli 80.000 di Comunione e Liberazione. Le parole che sono risuonate, del discorso papale, hanno indotto taluni a parlare di critiche aperte, di “bastonature”, di un “amore non corrisposto”, di trattamento ineguale rispetto a quello riservato ad altri movimenti. Insomma per CL, abituata ad essere al centro della scena ecclesiale sotto i pontificati di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, sarebbe suonata la campana della sera. In realtà se si rilegge il discorso del Papa non è dato affatto di cogliere il tono negativo che i critici abituali di CL, sommati a coloro che non amano Francesco, hanno ritenuto di trovarvi. Sono presenti, certamente, delle osservazioni critiche, precise e puntuali, ma queste sono in profonda sintonia con quanto don Luigi Giussani, il sacerdote che è all’inizio dell’esperienza di Comunione e Liberazione, ha, a più riprese, mosso allo stesso movimento. L’ottica papale, cioè, non è stata quella di chi, diffidente da sempre, ha colto l’occasione per una reprimenda, ma di colui che, apprezzando chiaramente la testimonianza ed il pensiero di don Giussani, desidera che la realtà da lui promossa non si perda nelle strette dei formalismi, dell’autocompiacimento narcisistico, delle brame di potere, delle derive secolarizzanti.

mondo piccolo roba minimaSarà presentata a Lamezia Terme il prossimo 16 settembre la kermesse itinerante “Mondo Piccolo Roba Minima. Le periferie esistenziali di Giovannino Guareschi e Enzo Jannacci”, raccolta di video, testi, immagini e fumetti realizzata per il Meeting dell’Amicizia tra i popoli di Rimini in continua affermazione di consenso e interesse di critica e pubblico.

Che cosa hanno in comune il Mondo piccolo, l’universo della Bassa parmense raccontato da Giovannino Guareschi, l’autore italiano più tradotto nel mondo, e la Roba minima, la “roba de barbun”, dei “disgraziati” cantati da Enzo Jannacci, il geniale e poetico medico-cantante?

benedetto xviLo scorrere dei giorni permette di ritornare sulle cose con una serenità che spesso la foga del momento non concede, costringendo sovente gli osservatori a semplificare e a trattare ogni questione all'interno di riduzioni giornalistiche che fanno male al pensiero e che non sono di alcun aiuto al cuore e al cammino di ciascuno.

Qualcosa di analogo è accaduto in questa settimana in cui un altro capitolo della "terza guerra mondiale a pezzi" è andato consumandosi sul suolo europeo con la triste vicenda dell'attacco allo Charlie Hebdo. Infatti, accanto ad accorate prese di posizione in favore della libertà di espressione e di satira, in molti è sorto come un tarlo che ha spinto a rileggere le vignette del giornale francese con una sorta di amarezza e di biasimo per il pessimo gusto di alcune battute. Tale atteggiamento — per altro comprensibile — ha posto interrogativi non banali sul senso della libertà di pensiero e di stampa, sul limite che certe prese di posizione possano avere rispetto ai sentimenti e alle convinzioni degli altri, e ha generato uno sdegno che talvolta ha sfiorato il "se la sono cercata", un pensiero inconfessabile e terribile che ha pervaso e diviso molti ambienti del consesso europeo.

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